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Dall’anno prossimo si studierà sull’iPad

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Con un decreto legge approvato pochi giorni fa, entra in vigore, dal prossimo anno scolastico, l’uso obbligatorio di testi digitali (o misiti cartacei e digitali) nelle scuole superiori. Lo scopo è quello di ridurre le spese dovute ai testi scolastici che le famiglie devono accollarsi ogni anno prima dell’inizio delle lezioni.

La norma stabilisce che dovranno essere resi disponibili delle versioni base dei testi, alle quali sarà possibile agguingere la versione digitale delle appendici (esercizi, glossari e quant’altro), con una spesa aggiuntiva non obbligatoria.

Vi sarà poi la possibilità da parte degli insegnanti, di scrivere i testi scolastici e venderli ai propri alunni, e ciò è la novità più importante.

Per tutte le famiglie che non possono permettersi la spesa di un lettore di ebook (per esempio di un iPad), la scuola dovrà provvedere a fornire un dispositivo agli alunni.

Naturalmente vi sono molti punti discordanti in questa decisione. Primo fra tutti l’effettivo risparmio dei genitori, che dovranno comperare un iPad (o simile) oltre ai testi digitali e cartacei previsti dai programmi scolastici. Secondo, l’eventualità che la scuola provveda a fornire un dispositivo ad ogni alunno che dimostri una difficoltà economica sembra un’utopia bella e buona, soprattutto se si pensa alla miriade di interventi necessari dal punto di vista edilizio e di sicurezza dei quali molti istituti hanno un disperato bisogno.

Terzo, crea qualche dubbio la possibilità che tutto il sistema sia pronto entro l’inizio del prossimo anno scolastico, poichè la macchina burocratica italiana riserva sempre qualche sorpresa quando deve affrontare una novità sostanziale come questa.

Ci sono anche dei lati positivi, come l’alleggerimento drastico dello zaino degli studenti, i quali potranno andare a scuola con pochi oggetti, poichè il loro iPad (o il sostuituto adottato) sarà il vero magazzino di informazioni necessarie allo studente.

Insomma, un’ottima iniziativa che non tarderà a dare i frutti, ma che risente della necessità di una revisione a fronte dei problemi che verranno sicuramente riscontrati da qui a settembre prossimo. Comunque la rivoluzione dell’editoria digitale scolastica è iniziata anche da noi, e con un ritardo inferiore alle aspettative. Ma se la cosa si rivelerà un successo o meno dipenderà molto dalle case editrici e dalla loro sete di guadagno.

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