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Editoriale: Qui giace Jony Ive

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Sono giorni che ho in mente di scrivere alcune righe sulle ultime scelte di design dell’azienda di Cupertino, da utente Apple ho cercato di frenare la voglia di mettermi dietro a una tastiera e scrivere cose di cui mi sarei pentito, di conseguenza ho deciso di far passare alcuni giorni e parlarvi della mia opinione a mente fredda.

Procediamo per gradi. Apple da sempre è sinonimo di design, negli anni ci ha abituato a prodotti esteticamente appetibili e in alcuni casi unici, la cura dei dettagli è sempre stato un fattore fondamentale e visibile in ogni singolo prodotto presentato.

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Una delle massime espressioni del design made in Cupertino è l’oggetto che vedete nella foto sovrastante, il Macbook Air: presentato nel 2008 come il portatile più sottile al mondo, capace di entrare addirittura in una busta per l’invio della posta, con la sua costruzione unibody  in alluminio e le sue dimensioni estremamente compatte ha dato il via all’era degli ultrabook, anticipando di alcuni anni l’esplosione sul mercato degli stessi.

L’azienda nel corso degli anni ha puntato al design sacrificando tutto il resto, spesso anche caratteristiche che potevano sembrare fondamentali, soprattutto agli utenti più smaliziati: i primi Air, ad esempio, furono tra i primi notebook ad avere batteria non sostituibile e Ram non espandibile; il più recente Macbook, invece, ha dimensioni così ridotte e compatte da poter ospitare un un’unica porta USB Type-C.

Nonostante ciò, le scelte dei designer Apple sono sempre state “giustificate” con scelte di progetto ben precise aventi finalità particolari: il nuovo Macbook si pone l’obiettivo di creare un portatile con una concezione del tutto nuova, basata su collegamenti senza fili e anticipando i tempi; non mi stupirei, però, se tra qualche anno ci ritrovassimo tutti con notebook aventi porte ridotte al minimo, proprio com’è successo con il Macbook Air e gli ultrabook per quanto riguarda batteria e Ram espandibile.

Negli ultimi mesi è cambiato qualcosa. Partiamo dalla presentazione del Magic Mouse 2 avvenuta questo Ottobre: rinnovato rispetto alla scorsa generazione ma non troppo con un cambiamento fondamentale, la nuova versione non ha più lo sportellino per le batterie, bensì possiede una batteria integrata.

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Fin qui nulla di strano, il cambiamento è stato apprezzato dagli utenti, se non fosse che la batteria in questione si ricarica grazie a una porta lightning posta sul retro del device, costringendo l’utente a interrompere il flusso di lavoro e a porre il mouse nella posizione a dir poco comica che vedete nella foto sovrastante. Come si fa a pensare anche lontanamente che una scelta del genere possa essere “giustificabile”? Perchè non si è pensato a qualcosa di diverso, che magari riuscisse a nascondere la porta lightning senza questo stratagemma degno della peggior “cinesata”?

Procediamo con iPad Pro. Non è mia intenzione parlarvi della mia opinione sulla discutibile utilità di questo oggetto, tuttavia anche in questo caso il reparto design dell’azienda ha saputo creare qualcosa di piuttosto strano che potete vedere nella foto sottostante.

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No, non è un modo simpatico per trasformare il nuovo iPad in un’ascia gigantesca e contundente, è solo il metodo più veloce per ricaricare la Apple Pencil, accessorio venduto a parte ma fondamentale per un uso a 360 gradi del dispositivo. In questo caso la scelta di design non crea particolari problemi dal punto di vista funzionale, ma non si può negare che il risultato finale sia a dir poco comico.

In ordine di arrivo, l’ultimo cattivo esempio di design è di sicuro la smart battery case per iPhone 6/6s. Tralasciando il prezzo fuori da ogni logica, personalmente non la trovo pessima esteticamente, dopotutto è una battery case ed è inevitabile che il design ne sia compromesso.

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Sul web e specialmente su twitter si sono scatenate le reaction e commenti da incorniciare che hanno suscitato ilarità in tutti noi. Effettivamente la cover batteria di Apple sembra trasformare l’iPhone 6/6s in un dispositivo che porta in grembo un piccolo iPod. Inutile sottolineare che a prezzi minori sono disponibili sul mercato batterie decisamente più carine esteticamente, con un amperaggio ben maggiore. Personalmente tra i tre esempi mostrati all’interno di questo editoriale quest’ultimo mi sembra quello meno grave, ma è indubbio che la soluzione adottata sembra piuttosto strana.

A chi dare la colpa? Perché Apple è stata capace di tirar fuori ben tre oggetti dal design estremamente discutibile in pochi mesi? Tutti noi abbiamo osannato l’operato dell’attuale Chief Design Officer di Apple, Jonathan “Jony” Ive, colui attraverso il quale passano tutte le scelte di design dell’azienda. A questo punto, però, una domanda sorge spontanea: chi è stato realmente l’artefice delle linee guida relative al design in Apple negli ultimi anni, Steve Jobs o Jony Ive?

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Sono tra quelli a cui la frase “Quando c’era Steve Jobs…” da estremamente fastidio, perché un uomo non fa un’azienda. Jobs era capace di vendere i propri prodotti in maniera straordinaria, ma alle sue spalle c’è sempre stato un team degno di questo nome, a partire dall’altro Steve (Wozniak) il vero informatico del duo che ha fondato l’azienda.

Al di là dell’ironia e delle battute che in questi giorni si sprecano su questi prodotti, come è possibile che Apple abbia accettato delle soluzioni del genere? La mia opinione è che ci si sia un po’ adagiati sugli allori, sembra quasi che Jony Ive non tenga tutto sotto il proprio controllo, l’unica vera cosa che manca da quando Jobs non c’è più è proprio il fiato sul collo dei dipendenti, cosa che evidentemente l’accoppiata Tim Cook e Jony Ive non riesce a fare. Steve era tanto amato al di fuori dell’azienda quanto odiato al suo interno, e il motivo a questo punto è chiaro come il sole.

 

Qual è la vostra opinione su queste scelte di design? Vi siete fatti un’idea su quale sia il motivo? Vogliamo sapere le vostre opinioni all’interno dei commenti, chi vi parla è un utente Apple da anni, leggermente deluso dagli ultimi oggetti presentati.

Nota: questo articolo è un editoriale e, in quanto tale, rispecchia l’opinione di chi scrive senza voler assumere caratteri di notizia oggettiva o di cronaca dei fatti. Esso è un articolo in cui vengono esposte le opinioni personali dello scrivente e, in quanto tale, non è oggettivo e può essere contrario all’opinione di chi legge. Invitiamo tutti i lettori a commentare tramite gli appositi strumenti mantenendo il rispetto e la civiltà.

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