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Apple si accorda col Fisco italiano, pagherà 318 milioni

Apple CEO Tim Cook waves as he arrives on stage to deliver his keynote address at the Worldwide Developers Conference in San Francisco, California, United States June 8, 2015.  REUTERS/Robert Galbraith

Apple Italia si arrende. Come riportato da Repubblica nel proprio quotidiano uscito questa mattina in edicola, l’azienda di Cupertino alla fine ha alzato bandiera bianca e verserà nelle casse dell’Agenzia delle Entrate 318 milioni di euro. La società aveva da tempo in corso un contenzioso e dopo una iniziale resistenza ha scelto di pagare (parte) delle imposte non versate.

Le contestazioni del fisco ad Apple riguardano il periodo 2008 – 2014. Secondo l’Agenzia delle Entrate in tale periodo la società ha realizzato un volume di vendite stimato in circa 9,6 miliardi di euro: volumi che avrebbero determinato una evasione stimata dagli uffici in 897 milioni di euro, ovvero il mancato pagamento della Ires (l’imposta sui redditi delle società).

Il controllo su Apple era stato avviato nel 2011 dalla Procura di Milano e dall’Agenzia delle Dogane: senza voler entrare nel dettaglio, Cupertino era accusata di aver sottratto ingenti somme all’Agenzia delle Entrate vendendo lungo la penisola italiana, ma fatturando in Irlanda dove godeva di aliquote prossime allo zero.

La formalizzazione di questo accordo crea un precedente importante, visto che proprio Apple ha altre situazioni simili in altri paesi dell’Unione Europea. In Italia, come anche nel resto d’Europa, Apple fa riferimento ad una società irlandese, che ha una fiscalità più favorevole rispetto alla nostra. In soldoni, il fatturato di quanto venduto in Italia, viene messo a bilancio in Irlanda per pagare meno tasse. Da qui, il calcolo degli 897 milioni di Ires evasa. Per i tre manager di Apple Italia indagati (tra cui l’Amministratore Delegato di Apple Italia, Biagini Enzo), l’accordo con il fisco comunque non cancella la posizione processuale, in quanto il rinvio a giudizio permane.

Il meccanismo non fiscalmente consentito viene chiamato “esterovestizione” e non è nuovo agli stessi magistrati milanesi, che contestano a Google una presunta evasione da quasi un miliardo. Anche in questo caso, l’Agenzia delle Entrate sta trattando con i vertici italiani dell’azienda per trovare un accordo: si parla di cifre che si aggirerebbero sui 150 milioni di euro.

Insomma, questo “giochetto” lo farebbero Apple, Google e probabilmente tanti altri. Apple è stata la prima a piegarsi, nei prossimi mesi è probabile che anche altre teste cadano e altri soldi vengano versati nelle casse dello Stato Italiano: sempre sperando che Apple non aumenti (ancora) i prezzi in Italia dei propri prodotti, tra i più alti nel mondo!

Riuscirà Google a trovare un accordo più favorevole o sarà costretta a pagare, giustamente, quanto dovuto come ha fatto Apple? In qualsiasi caso, difficilmente queste multe risolveranno il problema trattandosi di multe molto piccole a fronte di fatturati sopra il miliardo di euro.

 

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