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Editoriale: Perchè ho deciso di vendere il mio Apple Watch

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Mai avrei pensato di scrivere queste parole. Ebbene sì, ho venduto il mio (secondo) Apple Watch.

Comprato al Day One italiano il 26 giugno 2015 all’Apple Store di Bologna, modello 42 mm Sport Space Gray, è diventato subito mio compagno di vita.
Ero davvero entusiasta di questo nuovo prodotto che segnava l’entrava di Apple in un nuovo settore, quello degli smartwatch, in cui ormai era l’unica vera assente.

Alla presentazione dello smartwatch della mela l’eccitazione era tanta ma non vi nascondo che, causa lenta commercializzazione per alcuni paesi, Italia compresa, l’euforia diminuiva. Una volta disponibile però, come dicevo, è diventato subito mio compagno di vita quotidiano; compagno che però non era sempre al mio polso.

Sono uno studente universitario e quindi passo buona parte del mio tempo su una scrivania, con il mio iPhone di fianco. E questo è già il primo motivo per cui ho deciso di rinunciare ad Apple Watch: avere un orologio al polso d’estate, in piena sessione d’esami, risulta essere scomodo (soprattutto il cinturino sport che fa davvero sudare tanto la pelle), specialmente mentre si studia e si hanno i polsi “impegnati”. Il motivo principale però non è stato questo, ma il seguente: che bisogno ho di un Apple Watch mentre sono seduto, se ogni notifica la posso leggere nello stesso identico modo sullo schermo del mio iPhone? Un discorso diverso si potrebbe fare se fossi tutto il giorno in giro, in piedi, con l’iPhone in tasca: allora Apple Watch potrebbe anche essere utile; ma se parliamo di notifiche (quello per cui si utilizza lo smartwatch di Apple nel 90 % dei casi) la differenza con l’iPhone risulta essere zero: alla ricezione di una notifica entrambi si possono accendere, entrambi possono vibrare e in entrambi i casi possiamo ignorare la notifica e andare avanti in quello che stiamo facendo, mentre se si tratta di qualcosa a cui dobbiamo rispondere, 99 volte su 100 dovremo comunque usare l’iPhone.

Proprio qui entra in gioco il secondo motivo che mi ha spinto alla vendita di Apple Watch: le risposte rapide. Acerbe, lente, scomode. Oggi ancor più inutili grazie ad iOS 9, che ha introdotto la possibilità per gli sviluppatori di aggiungere le quick reply alle proprie app (per esempio Telegram e Whatsapp, di cui vi avevo già parlato in articoli precedenti) e che quindi grazie a queste permettono di compiere determinate azioni, come rispondere ad un sms, molto più rapidamente. Con Apple Watch per rispondere ad un messaggio bisogna:

  • premere “Rispondi”;
  • scorrere con la corona digitale o con il dito su e giù per vedere se c’è una “risposta rapida”, tra quelle proposte, che può andarci bene;
  • oppure dettare a Siri quello che vogliamo dire (terza motivazione che mi ha spinto ad abbandonare Apple Watch);
  • o se non vogliamo dettare, magari perché siamo in mezzo ad altre persone e tutto ciò potrebbe risultare un po’ “strano”, dovremo comunque prendere in mano l’iPhone per scrivere ciò che abbiamo in mente.

Con l’iPhone spesso e volentieri tutto questo resta più rapido, anche se si trovasse nella tasca dei pantaloni o della giacca.

Come ho scritto sopra, la dettatura vocale è la terza motivazione che non mi ha convinto di Apple Watch. Premetto che a casa ho un’ottimo contratto internet e che con l’iPhone utilizzo il 4G, quindi non ho problemi di banda. Resto dell’idea che se devo dettare a Siri quello che voglio dire, sono già arrivato ad un punto in cui, se avessi tirato fuori il mio iPhone dalla tasca, avrei già finito. A mio parere la dettatura vocale di Apple Watch risulta essere davvero troppo lenta: impiega quel secondo di troppo per incominciare a registrare ciò che si sta dicendo (sempre che parta, perché a volte non parte proprio) quindi magari perde le prime parole che si dicono, ma soprattutto a volte si blocca e tu resti lì, col polso vicino alla bocca, per 5 secondi e lo smartwatch non dà segni di vita. Altro problema, se per caso mentre stai dettando giri un tantino di troppo il polso, l’Apple Watch si spegne, smette di registrare e quindi sei costretto a ripartire da capo. Insomma, la dettatura non mi ha convinto proprio ed era una delle cose in cui contavo di più. Unica nota positiva è che quando Apple Watch funziona e trasforma in lettere quello che stai dicendo, sbaglia davvero raramente.

Quarta motivazione: la vernice. Avete fatto caso all’inizio dell’articolo che ho scritto di aver venduto il mio “secondo” Apple Watch? Ebbene sì, sono stato uno degli sfortunati che ha dovuto farsi sostituire lo smartwatch perché la vernice stava incominciando a saltar via. Tra l’altro ho avuto diversi problemi per farmelo sostituire, con un servizio che non è stato impeccabile da parte di Apple, famosa per offrire un’assistenza al top rispetto alla concorrenza. Ero molto scettico se comprare l’Apple Watch di questo colore e ricordo che pensai: “Non è che Apple ha messo la stessa vernice di iPhone 5 sullo Space Gray, che poi “salta via“?”  Ma fui rincuorato dai miei amici: “Ma no! Figurati se Apple commette lo stesso errore 2 volte. Stai tranquillo Alberto.

Sbagliato. Sarà stata sfortuna la mia? Non lo so, ma il mio non è stato un caso isolato: online ci sono altre persone che hanno avuto il mio stesso problema. Il mio (primo) Apple Watch infatti si presentava con questi piccoli segni, difficili da fotografare, dopo poche settimane di utilizzo:

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Scocca (1)

Scocca (3)

Alla fine Apple mi sostituì il prodotto, ma fu davvero faticoso far valere le mie motivazioni.

Quinto motivo: le app. Partiamo col dire che a me la disposizione delle app nella home di Apple Watch non piace proprio e trovo ancora più difficile riordinarle (quando ne sposti una se ne spostano altre 2 in contemporanea; se avete anche voi lo smartwatch di Apple sapete benissimo di cosa sto parlando), ma su questo si potrebbe anche sorvolare.

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Il vero problema sono gli sviluppatori, i primi a non credere in Apple Watch sufficientemente. Un esempio? Guardate iPhone 6s: a poche settimane dalla sue uscita già moltissime app lo supportano! Alcune app hanno perfino supportato prima iPhone 6s e il 3D Touch che Apple Watch (vedi Tweetbot, come vi abbiamo raccontato prima qui e poi qui). “Eh vabbè ma iPhone ha un bacino di utenza molto diverso rispetto ad Apple Watch” mi direte voi. E avete ragione, se non fosse che lo stesso si sta ripetendo con Apple TV, che con la 4° generazione ha aggiunto l’App Store e anche in questo caso gli sviluppatori sembrano essersi messi al lavoro ancora più rapidamente che con Apple Watch. Insomma, credo che gli sviluppatori non ci abbiano creduto abbastanza: indubbiamente lo smartwatch di Apple è già avanti 1-2 anni rispetto alla concorrenza in termini di app, ma per i numeri che siamo abituati vedere da parte del colosso di Cupertino, che brucia ogni traguardo, forse ci saremmo aspettati ancora qualcosa in più. Non a caso Apple, vi ricordo, offrì qualche Apple Watch ad alcuni fortunati sviluppatori, nonostante le scorte scarseggiavano al momento del lancio: secondo me si rese conto che qualcosa non stava funzionando.

Ad oggi tantissime app mancano per Apple Watch, come Facebook e Spotify. Ma quelle già presenti, restano davvero poco utili e soprattutto sono lentissime a caricarsi: si rimane con il polso “per aria” diversi secondi, aspettando che l’app si apra. La situazione doveva migliorare con WatchOS 2, che ha introdotto le app native, ma così non è stato. La colpa non è in questo caso, credo, solo degli sviluppatori: lo smartwatch di Apple secondo me ha un hardware che non può andare più forte di così. Rimane il fatto che certe app, nonostante presenti su Apple Watch, sono del tutto inutili. L’esempio più calzante a mio parere resta Instagram.

Sesto motivo: il prezzo. Troppo alto a mio parere per un prodotto così acerbo. Certamente va considerato che in Italia siamo famosi per avere i prodotti Apple con i prezzi più alti del mondo, grazie alla tassazione che viene applicata, ma decisi comunque di comprarlo, fiducioso che Apple mi avrebbe stupito, anche con l’arrivo in autunno di WatchOS 2, che però secondo me ha portato pochi miglioramenti.

Mi sono sbagliato e ho deciso quindi che il prezzo non valeva l’oggetto che avevo tra le mie mani (anzi al mio polso).

Settimo motivo: lato fitness. Questo è tra tutti il motivo più personale: faccio sport, ma nuoto e come ben saprete Apple Watch non è impermeabile, non lo posso dunque usare mentre vado in piscina. Discorso diverso magari se andassi in palestra o a correre (ma credo che mi stancherei lo stesso di tenerlo al polso perché come ho detto prima il cinturino sport fa davvero sudare troppo a mio parere). E allora cosa mi interessa sapere se ho raggiunto le mie 200 calorie giornaliere bruciate? O se sono rimasto in piedi abbastanza ore oggi? O vedere la mia frequenza cardiaca? A poco e niente.

Sarebbe bello se potessi caricare la mia musica su Apple Watch e ascoltarla mentre faccio sport, ma anche in questo caso c’è un però: storage limitato, Apple Music supportata, Spotify e altri servizi simili no. E dire che mi ero già attrezzato con un paio di cuffie Bluetooth per andare a fare qualche camminata/corsa con il mio nuovo smartwatch, ma poi non utilizzando (almeno per ora) Apple Music, ho dovuto abbandonare questa strada; qui Apple Watch avrebbe davvero potuto guadagnare qualche punto, ma forse sono stato sfortunato io o semplicemente torniamo al quinto motivo, ovvero che mancano alcune app come appunto Spotify.

In conclusione, Apple Watch mi ricorda un po’ il primo iPad: potenzialità enormi, ma poco più che un giocattolo. Fu con iPad 2 e iPad 3 Retina che le cose davvero cambiarono, grazie all’arrivo di migliaia di app. Lo stesso vale per Apple Watch: forse il vero smartwatch di Apple sarà il 2° modello. A tal proposito vorrei condividere con voi questa mia riflessione: oggi Apple vende Apple Watch ed è comunque già passato più di 1 anno dalla sua presentazione, quindi è già più di 1 anno che si lavora per il 2° modello; questo 1° modello verrà venduto ancora per diversi mesi, comprese le feste natalizie e credo che per vedere Apple Watch 2 dovremo attendere la seconda metà del 2016 (magari una presentazione alla WWDC, ma ci credo poco). Proprio per quello che ho appena detto, Apple potrebbe già essere a buon punto per “sfornare” poi un super prodotto nel 2016, un vero Apple Watch: rapido e scattante, magari con materiali più pregiati anche per il modello Sport e con tante nuove funzioni.

Se dunque mi chiedete se acquistare o meno Apple Watch, il mio consiglio è quello di attendere, vi ritrovereste con un prodotto costoso, che magari non vi soddisferà pienamente e che soprattutto nel giro di pochi mesi sarà già vecchio. Piuttosto se avete qualche soldo da parte, investitelo in iPhone 6s (di cui trovate la nostra recensione a questo link), o semplicemente continuate e tenerli nel salvadanaio.

Sicuramente Apple Watch resta un prodotto, tecnologicamente parlando, stupendo; alcune paure emerse prima della sua commercializzazione, come la batteria, erano del tutto infondate. Non sto dicendo che Apple Watch abbia solo lati negativi, assolutamente! Resta comunque un bellissimo accessorio da avere al polso: il lato “fashion” non va assolutamente dimenticato e fu Apple stessa a spingere in questo settore, con tante pubblicità su molte riviste di moda; c’è chi spende migliaia di euro per un Rolex, ma io che sono un po’ più “nerd” guardo meno il lato della moda e più il lato funzionale, tecnologico. Credo che Apple Watch abbia altissime potenzialità e un futuro quasi certo, ma se oggi valuto il suo costo e le sue funzioni, in relazione anche alle mie esigenze, dico che non fa ancora per me, non è ancora pronto. Probabilmente comprerò il 2° modello, ma stavolta non al Day One e aspetterò qualche settimana.

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Già in questi giorni, in cui ho rimesso al polso questo fantastico orologio Casio, mi capita di girare il polso quando sento l’iPhone in tasca vibrare: la mancanza di Apple Watch si sente, ma credo sia poco più che una semplice abitudine che andrà via via scomparendo.

Insomma, io Apple Watch l’ho provato e ho dato un mio giudizio.

Voi cosa ne pensate? Mi piacerebbe confrontarmi anche con le vostre idee, sia che siano in accordo o meno con le mie. Non dimenticate di seguirci sui nostri canali!

Commenti

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  • Matteo Rossi

    quando si compra uno smartwatch va guardata la scheda tecnica, io ho optato per un sony smartwatch 2 perchè, pur non avendo un suo altoparlante, non avendo il sensore del battito cardiaco, fotocamera e cella a infrarossi, ha uno schermo che con la retroilluminazione a 0 è visibile grazie al particolare display che sfrutta al massimo la luce naturale, ha il gps e il wifi.
    certo, ogni smartwatch non può avere tutto, come hai detto tu nell’articolo, il lato fitness lo sfruttano in pochi quindi il cardiofrequenzimetro non lo userei nemmeno avendolo… l’altoparlante di un samsung gear mi manca ma ho risolto con l’auricolare bluetooth… la fotocamera di uno smartwatch non l’ho mai usata per via della scarsissima qualità… la cella a infrarossi invece… beh, molto spesso mi avrebbe fatto comodo. io dico semplicemente: non seguite un marchio, seguite voi stessi e comprate ciò che userete, fate una lista dei pro e contro e vedete cosa più vi fa comodo. per quanto riguarda il cinturino gommato, ho la versione in metallo (comodissima d’estate), essendo il cinturino intercambiabile, posso portarlo al mare con il cinturino in gomma

  • Applemaniac

    Prima di tutto complimenti per l’articolo che trovo esaustivo, ben scritto e piacevole da leggere. Ho un parere totalmente opposto e per questo cercherò di controbattere brevemente i sette motivi esposti, per aprire il confronto:
    Primo motivo: lavoro in ufficio ma il mio 42 mm sport space gray non mi da per niente fastidio, quasi non lo sento. Il cinturino non mi fa sudare in modo particolare e non mi da allergie. Se ricevo una notifica, anche se ho iPhone a portata di mano, trovo utile prima dare uno sguardo su AW e solo se la cosa è importante allora rispondo con iPhone. Nel mio caso, funziona da filtro. Secondo motivo: le risposte rapide talvolta sono comode, proprio per quello che ho appena scritto sopra. Concordo che non sempre sono molto funzionali. Terzo motivo: la dettatura vocale è per me invece il massimo. Molte volte mentre sono alla guida attivo Siri col semplice “Hey Siri” e poi invio un sms a chi voglio senza distogliermi dalla guida. Non è stupendo? Oppure, ancora meglio, faccio una chiamata e continuo a guidare. Cosa c’è di meglio?! Solo per questo vale l’acquisto. Quarto motivo: ho AW space gray dal day one italiano e dopo molte sudate è ancora perfetto. Fortunato? Quinto motivo: è vero le app ancora non sono molte ma quelle che davvero sono utili ci sono e sono fatte bene. Sono sicuro che col passare del tempo saranno migliori e di più. Sesto motivo: beh Apple è cara, si sa. Ma quando scelgo un prodotto Apple sono sicuro di aver il massimo nella qualità, nell’assistenza e sicurezza del prodotto. Settimo motivo: lo utilizzo moltissimo nel fitness. In sala attrezzi, durante spinning, nella corsa all’aria aperta… Contiene ben 2 GB di musica da ascoltare con cuffie bluetooth! Non è abbastanza?! Per me è una rivoluzione correre con la mia musica preferita senza la zavorra dell’iPhone dietro! Anche solo per questo vale l’acquisto.

    • Alberto Bagnoli

      Grazie Applemaniac per aver commentato! Sono felice di poter sentire altre opinioni, anche se diverse dalla mia! Ovviamente io ho scritto la mia esperienza in base alle mie esigenze. Felice che tu sia super contento del tuo acquisto! Sono certo Apple ascolterà i suoi clienti, come me, non al 100% contenti e sfornerà un 2º modello che mi farà di nuovo aprire il portafoglio 😉 continua a seguirci !

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